venerdì 17 ottobre 2008

Papa, scienza, fede, fiducia e politica

Esce oggi su Repubblica un breve articolo dal titolo, certo provocatorio, "Scienza spesso arrogante guidata da facili guadagni", nel quale, re-cito papale papale, il Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Alois Ratzinger, mette in guardia contro la tentazione della scienza moderna di seguire, anzichè il benessere dell'umanità, "il facile guadagno o, peggio ancora, l'arroganza di sostituirsi al Creatore". Una forma di "hybris", di arroganza, che può assumere - ha ammonito Ratzinger - "caratteristiche pericolose per la stessa umanità".

Sta bene. In molti casi è vero. Lo si sente e lo si dice ormai da sempre. Quindi ben venga che la guida spirituale della Santa Sede, che ha il ruolo di orientare alla Verità Unica i nostri poveri spiriti, continui ad intervenire come freno inibitore (a senso unico peraltro) verso la disgraziata umanità accecata e prometeica.

Continua l'articolo:
'Fides e Ratio': Benedetto XVI è tornato oggi ad esaltare il valore della ricerca scientifica a servizio del progresso dell'umanità, ma allo stesso tempo ha anche ricordato che "la scienza non è in grado di elaborare principi etici. Può solo accoglierli in sè e riconoscerli come necessari per debellare le sue eventuali patologie" (nota mia: non lo dice solo il Papa; lo dicono i filosofi della scienza; Umberto Galimberti ha raccolto in alcuni suoi testi diversi interventi sul tema e decine -centinaia- di altri). Per questo, spiega ancora, la scienza non può fare da sola: "Filosofia e teologia diventano, in questo contesto, degli aiuti indispensabili con cui occorre confrontarsi per evitare che la scienza proceda da sola in un sentiero tortuoso, colmo di imprevisti e non privo di rischi".

Oh, sono d'accordo. Ora vengo al punto. Questa introduzione lunga lunghetta non è finalizzata al commento della nota sopra citata di Repubblica, che ha lo scopo di elencare, di fornire spot informativi sintetizzando, come ogni buona nota informativa della "sezione esteri" di un quotidiano. Non (mi) serve per commentare nulla del mondo 'soggettivo' da un lato, 'politico' dall'altro di Papa nostro.

Questo articolo, è utile memo che mi ha dato il 'la' per far convergere l'attenzone sulla lettura di un altro articolo, quest'ultimo di analisi e approfondimento, ospitato su La Stampa del 12/10/2008, dal titolo "L'uomo senza pecunia", la cui autrice, giornalista analista e scrittice Barbara Spinelli, rileva, rimandando ad una ben nota poesia di Heinrich Heine, un aspetto davvero interessante della visione del mondo di Papa nostro. Un Papa che "non ha parole per descrivere l’inverno di tutto un mondo", e che così non può che recitare:

"Tutto questo un giorno passerà. Lo vediamo adesso nel crollo delle grandi banche: questi soldi scompaiono, sono niente. E così tutte queste cose, che sembrano la vera realtà sulla quale contare, sono realtà di secondo ordine. Chi costruisce la sua vita su queste realtà, sulla materia, sul successo, su tutto quello che appare, costruisce sulla sabbia. Solo la Parola di Dio è fondamento di tutta la realtà".

Amen.
Ora però, diffondendo pubblicamente, cioé verso chi vive tutti i giorni il proprio giorno sino a sera e il successivo e l'altro che segue ancora, le riportate parole, Sua Santità rileva (anzi fa vibrare) l'intimo sentire di una incapacità, una im-potenza di fondo, probabilmente quella che percepisce, intimanente, nel proprio intelletto, e che, in quanto tradita e raccontata dal "per molti Supremo Portavoce della Verità Unica", fa riflettere sul senso stesso della Chiesa un po' lontana dal 'povero cristo'-leggasi-uomo-comune. Amen. Ritorneranno a riempirsi le chiese delle italiane genti? Le piazze si svuoteranno?
Questo non è importante.
Ma che la s-fiducia nel mondo delle cose venga ad essere, in fondo in fondo, utilizzata come la rinnovata (!) pubblicità per il consumatore cattolico del Terzo Millennio e, quindi, come invito per il ritorno alla Comunità operosa di una qualche (a me non chiara) "visione" del Cristianesimo, bé, mi si permetta, è un po' un fallimento tanto per 'i pubblicitari con la papalina' quanto e, questo mi dispiace davvero tanto, per tutti i cristiani (cattolici e non) attivi ed esposti ogni giorno.

Per concludere da dove ho iniziato, cito un altro pezzo dell'articolo di Repubblica. Che riporta ancora un pensiero del Papa.

Sebbene l'attività della Chiesa "non possa confondersi con l'attività politica", essa "offre all'insieme della comunità umana il suo contributo attraverso la riflessione e i giudizi morali anche su quelle questioni politiche che investono in modo particolare la dignità della persona", ha detto il Papa, incontrando in Vaticano i vescovi dell'Ecuador in periodica visita 'ad limina apostolorum'.

Amen. E auguri.