martedì 27 aprile 2010

IL GIOCO DELLA VERITA' E DELL'ERRORE

... Rigenerare la parola politica ...

Di questo testo di Edgar Morin (pubblicato per la prima volta nel 1981) voglio citare una parte che mi ha colpito, tra le tante, più che abbozzarne una recensione. Dice Morin, parlando della missione dell'intellettuale nell'epoca moderna: "[...] ed è qui che appare la necessità, non più di un sottointellettuale che le subordini, non più di un sovraintellettuale che le sottovaluti, ma di un metaintellettuale che riconosca le condizioni complesse del pensiero, della teoria, dell'azione.
Il metaintellettuale cercherebbe di lottare in continuazione contro il sacerdote-mago che tende a rispuntare in lui. Dovrebbe ricordarsi in continuazione che, professando una delle carriere più egocentriche, quella di un autore che impegna la sua personalità in ciò che scrive e che cerca senza freni il riconoscimento, la consacrazione, la "gloria", non potrà sfuggire alle meschinità, alle vanità, alle scemenze dell'egocentrismo; questa consapevolezza lo inviterebbe a lottare costantemente contro quell'egocentrismo, nell'autoanalisi e attraverso l'autoanalisi permanente. Il metaintellettuale dovrebbe saper lottare contro la propria tendenza al disprezzo, alla denuncia, alla scomunica. Dovrebbe diffidare dell'autointossicazione ideologica (poiché la malattia sua propria è evidentemente quella di scambiare l'idea con la realtà). Dovrebbe tentare di vivere con l'incertezza, e non volerla più esorcizzare rabbiosamente. Dovrebbe infine lottare contro la semplificazione e l'arroganza. Vediamo così che la lotta contro l'errore coincide con la lotta contro se stessi, la quale coincide con la lotta per se stessi [..]" (corsivo nel testo).

Il testo è scorrevole e, nella edizione della Erikson (ISBN: 978-88-6137-552-9) del 2009 è arricchito da una nota introduttiva del traduttore Sergio Manghi che, in pochi paragrafi, schizza il volto e l'in-genio dell'autore. Sempre nel testo, a conclusione, segue una suggestiva intervista a Edgar Morin da parte di un filosofo francese, realizzata nel 2001 in occasione dell'ottantesimo compleanno di Morin. E infine, ancora, "Il complesso, l'uomo, l'opera", prolusione omaggio all'autore per il suo ottantesimo compleanno tenuta da Alain Touraine, all'epoca direttore di ricerca all'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales.

Insomma un testo ricco e al contempo sintetico, cui si può, per esempio, associare anche il seguente breve libretto:

"Educare per l'Età Planetaria, ovvero "Il pensiero complesso come metodo di apprendimento", dove gli autori (oltre a Morin, Emilio-Roger Ciurana e Raul Domingo Motta) accennano a come modellare nuove discipline di pensiero che aiutino i formatori e i formandi a formarsi nell'era della complessità...