giovedì 15 aprile 2010

YOU ARE NOT A GADGET

...un testo che dialoga, che riflette su quanto la cultura stia in parte declinando verso forme di assenza di significato che stanno sotto la nuvola 2.0, applicata un po' a tutto quanto di 'reale' passa attraverso la rete.
Analisi lucida del presente, delle potenzialità passate delle tecnologie e di quelle future, ma con una PARTECIPAZIONE intellettuale ed emotiva che è di pochi, di chi sa pensare con lungi-miranza, in una visione prometeica che dà luce e offre un miliardo di stimoli di riflessione per non cadere nell'oblio. Ma senza essere pedanti, senza essere insegnanti, e men che meno 'guru': con una umiltà che si riconosce nel vero 'scenziato' quanto è anche fantastico 'umanista'. Da leggere. Davvero.

Alcuni link:

- Altro materiale direttamente dal sito di Jaron Lanier.

- Un articolo tratto dal Sole24Ore sul testo.

- Copyrighted Amazon.com Review:

Amazon Best Books of the Month, January 2010: For the most part, Web 2.0--Internet technologies that encourage interactivity, customization, and participation--is hailed as an emerging Golden Age of information sharing and collaborative achievement, the strength of democratized wisdom. Jaron Lanier isn't buying it. In You Are Not a Gadget, the longtime tech guru/visionary/dreadlocked genius (and progenitor of virtual reality) argues the opposite: that unfettered--and anonymous--ability to comment results in cynical mob behavior, the shouting-down of reasoned argument, and the devaluation of individual accomplishment. Lanier traces the roots of today's Web 2.0 philosophies and architectures (e.g. he posits that Web anonymity is the result of '60s paranoia), persuasively documents their shortcomings, and provides alternate paths to "locked-in" paradigms. Though its strongly-stated opinions run against the bias of popular assumptions, You Are Not a Gadget is a manifesto, not a screed; Lanier seeks a useful, respectful dialogue about how we can shape technology to fit culture's needs, rather than the way technology currently shapes us.