martedì 17 agosto 2010

LE FONDAZIONI

... nascita e gestione ... di Davide Guzzi.
Quello di Davide Guzzi è essenzialmente un manuale introduttivo al tema, in sé amplissimo, delle Fondazioni. E' un manuale sintetico per inquadrare in modo semplice le fondazioni negli istituti del nostro diritto e per individuarne le peculiarità (di fatto legate allo 'scopo' per cui una fondazione esiste).
Il manuale si suddivide in due sezioni:

1 - creare una fondazione
2 - gestire una fondazione
Nella prima parte, l'autore propone un breve excursus storico sull'origine  delle fondazioni, sul terzo settore in generale, sulle tipologie di istituti a quest'ultimo collegati, fornendo alcuni cenni al concetto di filantropia, all'ambiente in cui si sviluppa, per poi concentrarsi sugli atti pratici per costituire una fondazione.
Nella seconda parte ci si sofferma sugli strumenti che una fondazione può adottare per sopravvivere e raggiungere i propri scopi statutari. E' un manuale introduttivo, ripeto, pertanto si fanno cenni alle principali strategie gestionali, al ruolo del patrimonio e sua utilizzazione/conservazione, alle molteplici organizzazioni possibili per la fondazione, in rapporto ai diversi stakeholder o shareholders con cui si confronta. Una parte interessante, perché semplificata al massimo, è quella su contabilità e budget che, in chiave comparativa con le imprese for profit, specifica il senso dei differenti approcci contabili che nel tempo le organizzazioni not for profit, e tra queste le fondazioni, hanno assunto. Infine si introduce una sezione sul fund raising e sul marketing not for profit, che però prescinde dal contesto attuale dei nuovi media e della emergente società della conoscenza.
Di fatto, questo è l'ennesimo aggiornamento (sesta edizione) di un manuale che ha scopi operativi e pratici e che in nessun modo pretende di offire qualcosa di più delle essenziali nozioni giuridiche e fiscali, organizzative ed ambientali, necessarie per approcciarsi, in modo chiaro, al tema delle fondazioni. Peraltro alcuni spunti interessanti ed acuti sull'opportunità o meno di alcune scelte emergono nelle note a pié pagina.

Il testo si legge in mezza giornata, è lessicamente semplice anche nel trattare argomenti tipicamente espressi in gergo tecnico/burocratico (un pregio), è abbastanza aggiornato (anche se ci sono lacune qua e là dovute ad una non attenta rilettura di tutto il materiale).

Quel che non sopporto, non tollero e che mi esaspera di questo testo e di altri testi della stessa casa editrice (con cui ho una certa familiarità, avendone parecchi che mi sono serviti per contabilità, bilancio, principi contabili, partita doppia, economia aziendale, tanto per citare alcuni settori e non tutti), è l'immane numero di errori tipografici ed ortografici (per lo meno, in questo, non grammaticali, come invece in altri della stessa collana) disseminati per tutto il testo, specie nelle note. Ne ho contati più di 170 per 269 pagine, poi mi sono veramente stufato. Basterebbe una rilettura prima di mandare in stampa per evitare note disperse, periodi ripetuti (il cut&copy di Word!), parole monche, accenti sbagliati, e una accozzaglia di fastidiosissimi refusi editoriali.
Per chi come me, in testi sempre acquistati originali, ha investito ormai circa 20 anni di risorse, e per tutti i lettori cui, da parte dell'editore, si chiede il rispetto che in pratica consiste nel non fotocopiare, una MINIMA lettura prima di mandare in stampa i testi è il sine qua non per un rapporto fiduciario comune. Punto. 

N.B.: vero, potrei non acquistare altri testi da questo editore o fotocopiarli, ma non è questo il punto. Gli autori sono infatti competenti e ben spiegata è in genere la materia oggetto dei testi, il che dovrebbe stimolare l'editore a migliorare anche il, chiamiamolo così?, "dettaglio"...proverò a contattarli per segnalare la cosa.