sabato 8 gennaio 2011

AS WE MAY THINK

... e iniziò un po' tutto da lì. Mi ricordo che impiegai un po' a trovare il libro che includeva l'intervento di Vannevar Bush citato nel post.
Poi lo trovai, di seconda mano.
E il testo, a cura di Kahn P., Nyce J. (ed.), "Da Memex a Hypertext. Vannevar Bush e la macchina della mente", Padova, Franco Muzzio Editore, 1992, che include l'articolo "As we may think", mi colpì quanto un fulmine a ciel sereno. Studiavo tanto e mi avvalevo di tanto materiale. Per questo fui affascinato da una domanda, precisa, essenziale, prioritaria: "come possiamo orientarci in mezzo all'enorme quantità di informazioni e di conoscenze che la nostra società produce?".
Vero, è roba antica, nel mondo delle reti. Ma è sempre attuale, nonostante gli sforzi fatti nell'ottica di un web semantico e di strumenti di ricerca intelligenti. Per me questa "roba" costituisce ancora uno dei motivi fondamentali dello studio delle reti, tanto più adesso, in un momento in cui gli user-generated-content stanno riempendo esponenzialmente gli spazi sociali che le reti mettono a disposizione e la velocità del 'link' potenziato di strumenti quali Twitter, Digg, FriendFeed e gli altri aggregatori ci stanno nuovamente 'impantanando'.
La nostra lotta neghentropica contro l'information overload della rete continua ad essere in corso. Come Bush aveva previsto. Neghentropia richiede tanta energia, per evitare di disperdere in energia in-utilizzata ed in-utilizzabile gli sforzi di tanti co-autori e collaboratori della rete.
Ogni giorno mi sento sempre più stanco a seguire i temi che mi interessano. Perché, se non hai un lavoro in rete o sulla rete declinato, lo sforzo che puoi condividere nell'azione neghentropica segue una curva sempre meno efficiente.
Sento il bisogno di un nuovo "Memex" visionario, che dia energia mentale per non disperdermi, per non impantanarmi, definitivamente, nell'informazione.

Lo spunto di questo post mattutino mi è giunto da due stimoli: uno interiore, e cioé la stanchezza di navigare in troppa informazione, di leggere troppi libri e la sensazione di tenere in me sempre meno; la seconda da Wired di gennaio 2011 che, nella pagina di LogOut, riporta una sequenza del pensiero di Bush, che allego qui sotto, perché, a mio vedere, molto bella (fate clic per non strabuzzarvi gli occhi).

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