venerdì 15 aprile 2011

LA TRAMA LUCENTE

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Trama: l’etimo del nome veicola il senso di “passare al di là”, “andare oltre”, nonché “formare una tela”, spesso celante punti oscuri (non a caso si dice: “tramava dietro le sue spalle”); nondimeno, la trama è il punto di accesso al complesso, inteso come intreccio di più parti legate tra di loro e dipendenti l’una dall’altra. Con la trama, entriamo dunque nel regno della complessità.
Quella di Anna Maria Testa è però una trama lucente. Quindi che illumina, che mette in risalto elementi altrimenti imbrigliati nella rete di relazioni, dove risultano poco identificabili, intuibili e comprensibili.
La trama lucente” è il tentativo di andare oltre l’insieme di nozioni che la storia ci ha lasciato sulla natura (e la psiche) dell’uomo, al fine di individuare, nel complesso tessuto della psicologia umana, il filo rosso che, qualora esistente, districa la creatività. Creatività che, nella prospettiva dell’autrice, per essere tale deve possedere alcune proprietà essenziali: portare a qualcosa di nuovo, di buono e di utile. Non a caso Anna Maria Testa titola il suo sito NeU, che sta per "Nuovo e Utile", teorie e pratiche della creatività.
Già, perché la creatività è figlia della volontà di agire e, al contempo, è intessuta di un mondo di teorie e di studi che può essere utile (e magari anche nuovo…) conoscere. Un volo sulla storia della creatività è quindi l’incipit del testo che, letteralmente, mappa una mole consistente di teorie, esperimenti, dati e aneddoti lungo secoli di storia, la quale ha riconosciuto ufficialmente la creatività solo di recente, a livello di frame, pur essendo questa stata oggetto di riflessione sin dagli albori dell’emergenza della specie che si definisce sapiens. Insomma, la storia di un’idea che non c’era è quanto l’autrice propone con maestria: suo compito è infatti non solo raccogliere e selezionare teorie e pratiche, il che, di per sé, è già un lungo lavoro. La parte consistente dell’opera è, infatti, collegare quanto raccolto, far brillare il tessuto di reciproche relazioni sincroniche e diacroniche che, della creatività, hanno fatto un oggetto assai complesso e sfaccettato.
Ora, mi si permetta un’osservazione: il lavoro di tessitura è venuto molto bene, perché il testo scorre con quell’impulso lieve eppure intenso che rende gradevolissima la lettura e molto comprensibile il nesso, o meglio, i nessi tra gli elementi del puzzle creativo. Unica pecca è che, nel tessere la tela, il tessuto non è nuovo (vi ricordate il binomio nuovo e utile…). Non è nuovo perché attinge dagli elementi di studio più noti e più comuni, specie per quanto concerne la psicologia sociale e della creatività, propri di un lettore di media cultura. In effetti, nulla che l’autrice ha scritto è stato per me “nuovo” (se escludiamo considerazioni sulla sua autobiografia). Dall’altra, invece, tutto quanto scritto è stato per me molto utile, in quanto ha consolidato legami reticolari (cognitivi ed affettivi) che, pur se già noti e, nella vita quotidiana, utilizzati, è stato interessante rincontrare così coerentemente riorganizzati.
Ecco, diciamo che il testo è un grande apparato organizzativo: se si coglie questo aspetto, merita la lode. Basta guardare alla struttura: che cos’è la creatività, perché ci appartiene, come funziona.
Che cos’è la creatività: definiamo a larghe maglie il concetto, ammesso che la creatività, quale concetto, funzioni in modo adeguato, dato i limiti del linguaggio verbale. E chiariamo che è plurale: ci sono tante creatività. Ecco perché tante teorie, esperimenti, personaggi, curiosità, indovinelli, aneddoti, e quant’altro da rendere felice il lettore curioso.
Perché ci appartiene: che cosa ci rende, scrive l’autrice, bestialmente creativi? La mente, l’intelligenza, il talento: che cosa sono e, se sono, sono solo per il sapiens o esistono in altro? La creatività, quanto è legata alla biologia, alle neuroscienze, e da lì all’evoluzione, e poi alle teorie della mente, passando per il contesto storico e sociale, vincolo ed essenza stessa per definire qualcosa "creativo"? In questa parte, si vola, dalla testa di homo sapiens, a quella dei nostri coabitanti, si attraversano culture, si sfiorano individui e tratti personali. Con una unica precauzione nel volo: il rispetto, che è essenza della comprensione del e nel mondo creativo.
Come funziona: credo che qui AnnaMaria Testa si sia divertita un sacco! Cercare di spiegare come funziona la parte di sé che ci rende vivi, deve essere stata una esperienza affascinante. E il racconto ne risente in positivo. Tante cose da ricordare per tracciare una delle possibili trame. Tanti nodi da sciogliere per imbrogliarli in nuovi modi. Le trappole, i test, le tecniche che può incontrare chi si interessa di creatività. Che, in quanto processo, si può vedere sotto molti punti di vista. Alcuni li vedrete a fondo di questa recensione. Miliardi di altri li vediamo ogni giorno intorno a noi.


Ecco, una recensione a questo testo io la fermo qui. Non perché non ci sia una quantità di altri modi per continuare. E di materiali da cui partire per lanciare un lampo sul vasto territorio del testo. Piuttosto per un’altra ragione: provate a mettervi di fronte a uno specchio indossando un tessuto lucente. Ognuno si vedrebbe a suo modo. Ognuno coglierebbe particolari del vestito diversi e diversa importanza attribuirebbe ad essi, in relazione al proprio vissuto. Ognuno deciderebbe come farsi aggiustare il vestito. O lo farebbe, mentalmente o materialmente, da sé. Non ci possiamo fare nulla: siamo creativi. E che si nasca, o lo si diventi, non conta poi molto.

Avevo promesso qualche espressione del processo creativo. Ecco qualche meta-testo su “La Trama Lucente”:

Non possono mancare le mappe mentali di Roberta Buzzacchino, che puoi trovare sul suo “mappe_mentali_blog”.
Una sul capitolo 14 “La creatività come processo”:
http://mappementaliblog.blogspot.com/2010/11/creativita-luminosa.html

Non può mancare neanche la bella recensione di Giovanna Cosenza, sul suo blog “DIS.AMB.IGUANDO”:

http://giovannacosenza.wordpress.com/2010/06/16/la-trama-lucente/

E… perché no, ecco un’intervista all’autrice sul sito Lipperatura di Loredana Lipperini:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2010/09/08/annamaria-testa-e-la-creativita/


Perché, in fondo, la creatività è Reticolare!