sabato 14 maggio 2011

CODICE IN EVOLUZIONE - AL DI LA' DEI FURBI E DEI FESSI

Dal sito CioRantolo, ecco il "Codice della vita italiana", Capitolo I:

‘Dei furbi e dei fessi’ [Giuseppe Prezzolini]:

1. I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.
2. Non c’è una definizione di fesso. Però: se uno paga il biglietto intero in ferrovia, non entra gratis a teatro; non ha un commendatore zio, amico della moglie e potente nella magistratura, nella Pubblica Istruzione ecc.; non è massone o gesuita; dichiara all’agente delle imposte il suo vero reddito; mantiene la parola data anche a costo di perderci, ecc. questi è un fesso.
3. I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.
4. Non bisogna confondere il furbo con l’intelligente. L’intelligente è spesso un fesso anche lui.
5. Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.
6. Colui che sa è un fesso. Colui che riesce senza sapere è un furbo.
7. Segni distintivi del furbo: pelliccia, automobile, teatro, restaurant, donne.
8. I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini.
9. Dovere: è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.
10. L’Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l’Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono.
11. Il fesso, in generale, è stupido. Se non fosse stupido avrebbe cacciato via i furbi da parecchio tempo.
12. Il fesso, in generale, è incolto per stupidaggine. Se non fosse stupido, capirebbe il valore della cultura per cacciare i furbi.
13. Ci sono fessi intelligenti e colti, che vorrebbero mandar via i furbi. Ma non possono: 1) perché sono fessi; 2) perché gli altri fessi sono stupidi e incolti, e non li capiscono.
14. Per andare avanti ci sono due sistemi. Uno è buono, ma l’altro è migliore. Il primo è leccare i furbi. Ma riesce meglio il secondo che consiste nel far loro paura: 1) perché non c’è furbo che non abbia qualche marachella da nascondere; 2) perché non c’è furbo che non preferisca il quieto vivere alla lotta, e la associazione con altri briganti alla guerra contro questi.
15. Il fesso si interessa al problema della produzione della ricchezza. Il furbo soprattutto a quello della distribuzione.
16. L’Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all’ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l’italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l’esempio e la dottrina corrente – che non si trova nei libri – insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l’ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un’altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l’Italia, è appunto l’effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.
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Ho citato qui il pezzo del Codice che non voglio leggere mai più.
E non voglio leggere mai più frasi di italiani rassegnati
 e che si auto-convincono a generalizzare dicendo "Eh, sì, proprio così!", "Giusto! L'Italia è così, non c'è nulla da fare!", "Quanto ha ragione!" et similia, contribuendo a formare una sorta di previsione che si auto-realizza proprio in quanto la si diffonde.
E crea un  clima. Un respiro. Che si fa soffocamento.
Repetita diabolica non juvant.
Ora è tempo di imparare a parlare della realtà in modo diverso, più critico.
Non inducendo, dal comportamento evidente di alcuni, un comportamento necessariamente indegno di tutti.
Ora si tratta di riscrivere il Codice della vita italiana,
perché in Italia ci sono tanti differenti e intelligenti,
a fianco di tanti indifferenti e furbi.
E' ora di parlare della prima categoria, perché della seconda si è già propagandato abbastanza.
La seconda è addirittura diventata l'etichetta del made-in-italy sociale italiano. 
Ora è tempo per un nuovo made-in-italy, per un nuovo Codice.
Proponiamoci di scriverlo!

Facciamo nostro questo messaggio di differenziazione. 
Diffondiamolo
Come i furbi diffondono il loro di omologazione e di indifferenza.
Perché non vogliamo essere complici dei furbi. 
Perché il loro messaggio non parla di noi.