venerdì 27 maggio 2011

IL MONDO SENZA DI NOI

More about Il mondo senza di noiIl mondo senza di noi”, di Alan Weisman, è un saggio stupendo ed un racconto coinvolgente. Per taluni aspetti, anche sconvolgente. Leggiamo su Wikipedia Italia: “ll mondo senza di noi” è un libro scritto in forma documentale che esamina cosa accadrebbe all'ambiente naturale e artificiale se l'uomo scomparisse all'improvviso dalla faccia della Terra”. Sì, il succo è questo. Ma il mix che lo costituisce è ricco ed è il frutto di una accurata ricerca dell’autore che, al fine di fornire una realistica descrizione di che cosa potrebbe accadere al nostro Pianeta, qualora, per una qualsiasi causa, noi umani ne fossimo spazzati via, si è cimentato in una impressionante ricerca documentale ed esperienziale che rende ragione della definizione riportata su Wikipedia. Perché dai documenti e dalle relazioni scientifiche sull’ecosistema terrestre, dalle interviste ai ricercatori ed esperti delle discipline più diverse, dallo studio dell’evoluzione e dei cambiamenti che il nostro Pianeta ha subito, dal ruolo che esso ha nel Cosmo, da viaggi ed esplorazioni nelle lande più desolate o in quelle più popolate del globo, insomma, da un lavoro a 360 gradi sulle miriadi di interconnessioni che avvengono ogni istante in Gaia (Lovelock, 1979), ecco, solo da questa tensione e da questo rigore metodologico si è potuto realizzare un saggio-documento tanto illuminante e prezioso.
Solo così ci si rende pienamente conto che, per parlare del futuro del Pianeta, occorre conoscerne quanto meglio il passato, ridando così piena dignità e significato alle scienze, da alcuni considerare ‘leggere’, quali gli studi di antropologia, etnologia, paleontologia, archeologia, geologia, geografia umana e storica, architettura dei beni culturali… che, spesso, sono oggetto di dibattito, se non, in alcuni casi, proprio di scherno, nell’epoca attuale. Nel testo di Weisman che, ricordo, ha conseguito laurea e master in Letteratura presso la Northwestern University, è Professore Associato in Giornalismo e Studi Latino-Americani dell'Università di Arizona (dove conduce un programma annuale di campo in campo del giornalismo internazionale) e che, nella sua carriera, ha insegnato scrittura e giornalismo al Prescott College (Arizona) e al Williams College (Massachuttes), queste discipline sono legate, in un intreccio indissolubile, con la fisica, la matematica, la chimica, la biologia, l'astronomia, la geografia terrestre, le scienze della terra…, insomma, quelle forme di scienza ‘pesante’, che trovano in genere un terreno fertile e meno ostico presso il mondo della ricerca, in quanto maggiormente legate (almeno questa è la vulgata) alla tecnologia e, quindi, al mercato (cfr. La natura della tecnologia, Brian Arthur, 2010).
Weisman, che dimostra di conoscere molto bene la professione di giornalista scientifico (cfr il blog: Il giornalismo scientifico in Italia e nel mondo), nei ringraziamenti finali ci fa comprendere quante interviste, letture, suggerimenti, inchieste, viaggi, ha dovuto organizzare per predisporre il materiale alla base del testo. E questo è già complicato. Riuscire poi a tessere una tela che organizzi, in una trama lucente e in un racconto scientificamente solido e fanta-scientificamente avvincente tale materiale, bé, è da maestro, risultato di una passione e di una volontà vigorosa e potente.
L’esercizio intellettuale e professionale di Weisman, di per sé già ammirevole, non si esaurisce nell’analizzare i fenomeni passati e nell’integrarli in una ipotesi futura: esso mira a stimolare la curiosità del lettore, di colui che, mentre legge, prende a prestito parte di Gaia, parte della vita che il Pianeta offre, al fine di rendere più vicino il mondo della vita a colui che, leggendo, forse non ha mai avuto vere occasioni di visitarlo nelle sue più diverse espressioni. E si rivolge al lettore per spiegare, in termini semplici, ma sempre rigorosi, che cosa avviene a seguito dei piccoli (o grandi) gesti quotidiani che usiamo fare entro Gaia: dall’uso del combustibile e dei sacchetti di plastica, alla conservazione del cibo con i nostri elettrodomestici “a gas nobili”, all’emissione di scarti “a lunga conservazione” quali i metalli pesanti, all’affollamento elettromagnetico, all’immissione di anidride carbonica nell’aria e ad una quantità di altre cose cui non ci capita mai di pensare in termini di nostra co-abitazione con l’ambiente.
Ora, si badi bene! Precisiamolo: “Il mondo senza di noi” non è un manuale di ecologia, intesa quale propaganda per la conservazione dell’ambiente. È un racconto. Un racconto, scientificamente fondato, sull’ecosistema in cui siamo immersi e su come questo ecosistema potrebbe reagire alla nostra dipartita. È un uovo delle meraviglie, le cui sorprese sono ad ogni paragrafo almeno per chi, come il sottoscritto, non ha conoscenze universali sulla miriade di fenomeni e reazioni che ci passano sotto il naso ogni giorno. E che passeranno sotto il naso di chi ci sarà, una volta noi esclusi, in modalità prevedibili nel limite di quanto osserviamo oggi ed abbiamo osservato ieri.
Affascinante pensare a che cosa potrebbe accadere (ed in quanto tempo) alle nostre città, proiettandone il futuro sulle più iconiche per noi, quali New York o Londra o Roma. Ammaliante scrutare il fondale degli oceani, dove forme di vita al pari di rifiuti donatori di morte si avvicenderanno, evolvendosi in forme forse già state o forse mai. Curioso il mondo senza fattorie e trattori, dove colture in competizione si sfideranno per conquistare gli spazi da noi lasciati liberi e incolti. Inauditi canti dei volatili, quando, non essendo più soggetti alla nostra interferenza, canteranno di percorsi e stormi nuovi. O lasceranno anch’essi il posto a nuove specie, che ora sono in potenza, ma che, senza di noi, potrebbero (ri-)emergere sul Pianeta. Abbandono dei nostri vincoli materiali (ponti, dighe, laghi artificiali, condotti fognari, gallerie, tunnel sottomarini, metropolitane…) per mancata manutenzione e nuovi passaggi per animali vecchi e nuovi, nuovo ri-disegno di confini, ri-plasmarsi di territori. Eredità di lunga data per le quali valgono ipotesi le più diverse (scorie radioattive, liquami velenosi, agenti chimici di laboratorio). Assenza di guerre, almeno a livello umano. Fine dei segnali, almeno quelli inviati nel cosmo dalla mole di emettitori da noi impiantati un po’ ovunque. La nostra conoscenza: compressa in montagne secondo codici che chissà, dopo di noi, chi potrà o vorrà decodificare…
Inutile continuare un’elencazione che non rende ragione né dei contenuti del prezioso documento, né, in particolare, della bellezza con cui sono stati elaborati. Il testo parla a chi vorrà ascoltarlo.
E, di fatto, ha già parlato, letteralmente, attraverso un documentario che, proprio da questo testo, ha avuto origine. Si tratta dell’omonimo Il mondo senza di noi. Cosa accadrebbe se l’uomo scomparisse dalla Terra?”.   Il documentario è assai intrigante e, pur semplificando un po’ dovendo ‘stare’ nei 90’ di un DVD, è abbastanza fedele al testo di Weisman.
Ecco il trailer su YouTube:


Ecco, invece, il sito ufficiale del libro (in inglese) The world without us (bella la sezione Multimedia, che contiene anche collegamenti ai siti di cui si parla nel testo) e il link alla versione inglese di Wikipedia, voce The World Without Us, molto ricca.

Alcuni link sull’argomento trattato nel libro e un appunto.

Da questi pochi link citati, si può notare come il testo di divulgazione  scientifica sia talvolta visto come un testo di scienza (un esperimento mentale), talvolta come un testo ‘best seller’ (a sostegno della vivacità culturale statunitense), talaltra come un testo di cultura spettacolare (catastrophe book basato su dati scientifici).
Il testo di Weisman è tutte queste cose assieme ma, soprattutto, è uno dei diversi prototipi testuali di informazione scientifica su larga scala che, confido, sempre di più si diffonderanno nella cosiddetta “società della conoscenza”, contribuendo a ridurre il cultural divide che ne è parte integrante.

E se un giorno l'umanità scomparisse? La Terra la dimenticherebbe in fretta”, La Repubblica, Scienza e Tecnologia, 12 ottobre 2006
Ecco il mondo senza di noi, andrà in rovina e poi rinascerà”, La Repubblica, Spettacoli e Cultura, 11 marzo 2008
La Terra senza l'uomo”, recensione del testo sul sito “Le Scienze”, settembre 2008
Il mondo senza di noi”, recensioni e commenti su aNobii

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