giovedì 9 febbraio 2012

ODISSEA 1.15

Odisseo: "O prudente Nestore, molte volte sono stato tacciato di hýbris e in parte percepisco vera questa accusa, in ragione della quale, i posteri, forse mi ricorderanno. Eppure essa è in me, io sono parte di Lei, io la sento mia. E forse peggior qualità non esiste nell'Uomo".
Nestore: "La mia opinione, o distruttore di rocche, è che l'Hýbris non sia in sé una cattiva qualità, almeno non tanto quanto la si ritenga tale tra i timorosi figli degli Achei. L'uomo forte e coraggioso credo debba intingere il suo agire nell'hýbris, laddove una mancanza di questa si riveli un freno divino alla conoscenza e all'eccezionalità delle imprese degli Uomini degni, sulle Terre e sui Mari. Costoro non devono temere Némesis. Piuttosto l'uomo mediocre, che nella superbia e nella tracotanza tenta di fondare, senza utilità, per puro piacere, la forza del proprio agire, deve temere l'ira divina, perché si è voluto figurare qual dio tra Uomini virtuosi, laddove è solo un'ombra ingannevole destinata ad aleggiare nei Tempi, inquieta erede della punizione divina".

Così si dice abbia detto l'Uomo