sabato 11 febbraio 2012

ODISSEA 1.17

Odisseo: "Caro amico, ricordi ancora il giorno in cui mio figlio, l'animoso Telemaco, giunse a Pilo, chiedendo di me, e tu lo accogliesti con onore ed ospitalità? Che cosa vedesti negli occhi intrepidi di mio figlio?".
Nestore: "O Odisseo, determinazione e coraggio, temperanza e xenia, vidi in quel giovane, illuminato da Atena, che a me giunse per avere notizie sul grande Distruttore di Rocche, non mosso da un vano pianto per il padre disperso, ma pronto a ritrovarlo per lottare insieme a lui contro gli usurpatori del Trono di Itaca. Io lo accolsi con calore e, intrattenendomi con lui, gli narrai della guerra passata e del ritorno in patria, e della Gloria che l'Astuto Odisseo si era guadagnato tra gli Achei. Infine, non potendo soddisfare la sua richiesta, lo inviai insieme a mio figlio Pisistrato da Menelao, di cui seppi che, dopo avere vagato sette anni, concluse felicemente il suo viaggio con il rientro a Sparta".

Così si dice abbia detto l'Uomo

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