domenica 12 febbraio 2012

ODISSEA 1.18

Odisseo: "O saggio Nestore, quanta gioia, al mio ritorno, io celato sotto altre vesti, mi diede il divino porcaro Eumeo, figlio del re Ctesio Ormenìde, allevato nella mia casa come servo, ma in tutta verità considerato Uomo giusto e nobile, fedele difensore delle mie proprietà e custode delle Virtù che i pretendenti stavano violando, immondando la mia Casa della loro presenza. Fiero di lui sono stato e sarò per sempre: ora siede con me a tavola, nuovo virtuoso Figlio!".
Nestore: "Caro giovane amico, come vedi la Virtù sceglie l'Uomo giusto, sia egli servo o uomo libero. E l'Uomo giusto, sia egli servo o uomo libero, sceglie la Virtù come compagna e con Essa procede nella vita. La scelta ha reso il divino Eumeo libero, perché scegliere è ciò che differenzia la bestia dagli uomini. Ecco perché, o astuto Odisseo, nella tua Casa trovasti Melanzio, tracotante e viscido servo, che morì da infame, e al contempo Eumeo, fedele e modesto, che giungerà alle soglie dell'Ade da Uomo libero e circondato da Onore".

Così si dice abbia detto l'Uomo