martedì 6 marzo 2012

PIOGGIA SU TORINO

Oggi piove. Come sempre, dentro di noi, avrei detto una volta. No, stasera dico solo che piove su Torino e Torino accoglie la pioggia rallentando il suo tremolio quotidiano. Esco e per arrivare a casa ci metto mezz'ora buona, per una manciata di kilometri. La pioggia rallenta. La pioggia riflette in ogni sua goccia un pezzetto di città.
Arrivo a casa. Anzi, non è esattamente 'casa'. E' un alloggio dove risiedo, un posto che pago per starci. Non è la mia casa. La mia casa ha da venire. Se verrà. Una casa sai che è una casa quando non ti ci senti solo. Per ora, il mio, è solo un alloggio. In una Torino piovosa.
Arrivo e mi preparo la consueta cena. Riso con olio extra-vergine di oliva. Mi piace. Ormai è la mia cena da alcuni anni, salvo variazioni dell'ultim'ora. Il riso si incorpora bene. E' un cibo pacifico. 
Stasera lo annaffio con un felice Arneis, 2010, della Az. Agricola Ca' di Caire', di Emanule Rolfo. 
Ho conosciuto Emanuele Rolfo tramite una collega ed amica, che presto conseguirà la laurea magistrale. Grande donna. Un po' troppo pratica ma, senza dubbio, intelligente  e viva.
Leggo ora sulla bottiglia di Arneis: 
' "T ses propi n'Arneis" si dice nel Roero di una persona originale e un po' discola, ma di animo buono, onesto e sincero, come questo vino, figlio del territorio, simbolo in tutto il mondo di queste nobili e preziose terre. Ottimo come aperitivo, si sposa bene con antipasti, primi e risotti, piatti di pesce ed in generale portate dai sapori e dai profumi delicati'.
Bé, stasera si è accompagnato ad un semplice risotto, semplice sapore dell'olio di oliva extra-vergine, semplice piatto, per me gustoso.
E adesso, una mela per chiudere la cena, scorro le pagine di una antologia che parla di ontologia. Di ciò che è. Al di là di ciò che si dice rispetto a ciò che è. Perché sennò sarei già nel regno della epistemologia, dove non ho voglia di girovagare stasera. E' bello girovagare tra i testi. Trovi tante voci, tante persone. Ognuno con la loro storia.
Anche io ho la mia storia, quotidiana, ricca di pregiudizi, piena di vere o false attese. Eppure "così è la vita", come ricorda Antonello Venditti in una bella canzone di non troppo tempo fa.
E non è mai finita.